La Tecnologia del DVD

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L’emergere di un CD (Compact Disc o cd) di audio digitale ha iniziato una rivoluzione nei mezzi di memorizzazione delle informazioni (dati, testi, audio, video, software), come ci hanno permesso di registrare su un disco di appena dodici centimetri di diametro con enormi quantità di dati. Il DVD (Digital Versatile Disc), si pone come un’alternativa per conservare grandi quantità di dati. In breve tempo diventa un mezzo per la diffusione di film in video di alta qualità, e la sostituzione, in molti casi, il CD audio e CD-ROM. Il DVD si basa sulla stessa tecnologia audio CD convenzionale, seguendo lo stesso principio di lettura ottica.

La storia del DVD

storia

Il DVD non solo rappresenta un traguardo tecnologico impressionante, ma anche un diplomatico.Le sue origini risalgono al 1994, quando la Philips e la Sony ha proposto uno standard chiamato “Compact Disk ad Alta Densità” per multimedia software nel computer. Un paio di settimane più tardi, Toshiba, Matsushita e Time Warner Inc. hanno suggerito un formato alternativo chiamato Disco Video Digitale di Super Alta Densità”, principalmente per la distribuzione di film. Sembrava quindi che l’industria è enfrascaría in un concorso simile per il commercio di guerra tra i formati di Betamax e VHS, che ha avuto inizio nel 1977, e le cui conseguenze e l’esito è già noto; tuttavia, fortunatamente per l’industria e i consumatori, grazie alla intervensión dei produttori di computer, entrambi i gruppi approvazione e l’adozione di un formato comune. Così, nel settembre del 1995, dieci delle principali aziende di elettronica del mondo stabilito gli standard per i DVD, che è andato sul mercato il primo computer all’inizio del 1997. Spazio di archiviazione necessario per i video CD è un supporto di memorizzazione che fornisce una capacità sufficiente per l’audio digitale (74 minuti) e una buona distribuzione del software da un computer (640~700 Mb), ma insufficienti per il caso della registrazione di segnali video digitali. In un segnale audio, le frequenze coinvolte sono relativamente piccole; ricordiamo che la larghezza di banda udibile dall’uomo si estende da 20 a 20.000 Hz, in modo che qualsiasi mezzo di memorizzazione di audio che aspirano alla massima fedeltà del suono, sarà necessario catturare l’intera gamma di frequenze. Nel CD audio utilizza una frequenza di campionamento di 44,1 KHz, con una precisione di 16 bit per campione; di conseguenza, per registrare un secondo di musica stereo richiede circa 1,5 milioni di bit, ma a causa di modulazioni e aggiunta di dati ausiliari, la frequenza dei dati su un CD è di circa 4.3 megabit al secondo (Mbps), alta gamma, ma gestibile da circuiti a basso costo. Per contro, il segnale video composito dello standard NTSC, la larghezza di banda da 0 Hz fino a 4.25 MHz, che avrebbe bisogno di una frequenza di campionamento di almeno 9 MHz. Ipotizzando una digitalizzazione di media qualità (per esempio, 10 bit per campione), la squadra giocatore dovrà maniglia di 90 milioni di bit al secondo, come minimo, e anche se non è impossibile per la tecnologia attuale, non richiede certamente circuiti più costoso. Su questo sfondo, e con lo scopo di approfittare di un concetto potente come il CD, è stato l’inizio di una ricerca e di sperimentazione, che culminò con la struttura del DVD, che è un dispositivo ottico che offre una straordinaria capacità di archiviazione, utilizzabile per la distribuzione di segnali video digitali e di altre applicazioni per la gestione di grandi volumi di dati digitali.

Come fa il DVD?

come fa
La tecnologia dietro il DVD, si basa sullo stesso principio come CD audio, digitale; anche, non è possibile apprezzare a colpo d’occhio le differenze tra un CD e un DVD, beh, tranne che per piccole variazioni, tutti i principi teorici che governano la lettura di dati da un CD, continuare ad applicare sul DVD. Sappiamo che su un compact disc di informazioni registrate nei dati di superficie, in forma di piccoli aumenti o pozzi (figura 1), le cui dimensioni sono le seguenti: 0.5 µm di larghezza, pari a 0,11 micron alta, e una lunghezza compresa tra 0,83 e 3,5 µm, con una separazione tra le tracce di 1,6 µm; per l’esattezza, più grandi o più piccoli spazi che separano l’uno dall’altro pit, che è dove si codifica le informazioni audio digitalizzato. Per essere in grado di leggere così piccola informazione, è necessario l’intervento di un mezzo di lettura con una precisione di quella fornita da un raggio laser. Per fare questo si utilizza un laser ad infrarossi (la cui lunghezza d’onda è di circa 780 nm), di centraggio per mezzo di una lente a raggiungere un diametro di 1,7 micron.